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Japanese calligraphy illustrating the historical origin of the terms shin, gyo and so used to classify haigata Japanese calligraphy illustrating the historical origin of the terms shin, gyo and so used to classify haigata

Shin, gyō e sō nell’haigata: come il tè giapponese classifica le forme di cenere

Risposta breve: in Urasenke, shin–gyō–sō (真・行・草) classifica gli haigata per registro formale: shin più formale, gyō intermedio, sō più libero.

Da dove vengono i termini?

Le fonti Urasenke li fanno risalire agli stili calligrafici: formale, semicorsivo e corsivo.

Shin

Urokobai.

Gyō

Nimonji Oshikiri, Marubai Oshikiri, Muko Ichimonji Maedani, Toyama e Mukoyama.

Sō

Nimonji Kakiage, Marubai Kakiage e Warabai.

È una classifica di qualità?

No. Descrive il registro appropriato, non migliore o peggiore.

È universale?

No. Questa è specificamente la classificazione Urasenke.

In una frase

Shin–gyō–sō organizza gli haigata Urasenke dall’Urokobai più formale alle forme kakiage e warabai più libere.

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