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Southern Song dynasty Jian-ware tea bowl, Cleveland Museum of Art, CC0; an example of Chinese tea ceramics prized in Japan as karamono Southern Song dynasty Jian-ware tea bowl, Cleveland Museum of Art, CC0; an example of Chinese tea ceramics prized in Japan as karamono

Che cos’è il karamono? Oggetti cinesi nella cultura giapponese del tè

Risposta breve: karamono (唐物) significa letteralmente “cose cinesi”, ma nel collezionismo e nel tè medievale giapponese poteva indicare più in generale beni culturali importati di prestigio. Kyoto National Museum spiega che oggetti stranieri nei saloni samurai potevano essere chiamati karamono indipendentemente dall’origine precisa.

Quali oggetti erano karamono?

Non solo ceramica: pittura, calligrafia, ciotole tenmoku, celadon, contenitori da tè, giare, bronzi, lacca, utensili per incenso e altri oggetti di lusso.

Perché erano importanti?

Le riunioni di tè erano anche occasioni per esporre e apprezzare arte di alto status. Le sale kaisho univano tè, poesia, incenso e oggetti importati.

Chi li collezionava?

Gli shogun Ashikaga furono collezionisti fondamentali. Tokyo National Museum evidenzia il Higashiyama Gomotsu associato a Yoshimitsu e Yoshimasa.

Significa sempre prodotto in Cina?

Non in ogni uso storico. Kyoto National Museum osserva che beni stranieri potevano essere chiamati karamono indipendentemente dall’origine. Molti celebri oggetti da tè sono però effettivamente cinesi.

Perché tenmoku?

Le ciotole Jian e altre ceramiche nere cinesi divennero fra le più prestigiose della storia del tè giapponese.

Karamono, kōrai e wamono

Per le ciotole: karamono — cinese/associato alla Cina; kōrai — coreano; wamono — giapponese.

Erano sempre al massimo prestigio?

Per lunghi periodi rarità, importazione, provenienza shogunale e cultura dei conoscitori diedero loro status eccezionale.

Il wabi-cha li rifiutò?

No. Murata Shukō voleva dissolvere il confine fra Wa e Kan. Wabi-cha allargò i criteri di valore invece di capovolgere semplicemente la gerarchia.

Rikyū usava ancora oggetti cinesi?

Sì. The Met documenta la presenza di utensili cinesi e giapponesi nel suo gusto.

Come reagì l’artigianato giapponese?

La domanda stimolò produzione in stile cinese in Giappone e una rivalutazione delle arti applicate giapponesi.

E il celadon?

Il celadon cinese fu a lungo karamono prestigioso; all’inizio del XVII secolo i forni di Hizen iniziarono a produrlo localmente.

Perché il concetto è centrale?

Il chanoyu si sviluppò attraverso scambio, importazione, imitazione, adattamento e differenziazione.

In una frase

I karamono sono le prestigiose “cose cinesi” importate che plasmarono il primo chanoyu e divennero il riferimento rispetto al quale wabi-cha e artigianato giapponese ridefinirono poi il valore.

Immagine di apertura: ciotola Jian dei Song Meridionali, Cleveland Museum of Art, CC0; importante esempio di ceramica cinese apprezzata in Giappone come karamono.

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